
C'è una credenza popolare che vale la pena smentire subito: no, in estate non bisogna rinunciare a sauna e bagno turco perché "fa già abbastanza caldo così". Il corpo, una volta dentro la cabina, non ha alcuna percezione di cosa stia succedendo fuori: il caldo è sempre lo stesso, che sia luglio o gennaio, e i benefici restano identici tutto l'anno.
Un dettaglio spesso sottovalutato: idratati bene prima di iniziare, con acqua o tisane tiepide. Il corpo suderà parecchio nelle fasi successive e arrivarci già ben idratati farà una grande differenza sul risultato finale, oltre che sulla sicurezza di tutto il percorso.

L'unica cosa che davvero cambia con le stagioni è la temperatura dell'idromassaggio: nelle nostre tinozze la teniamo inizialmente più fresca in estate, intorno ai 32-34 gradi, mentre nel resto dell'anno saliamo subito a 36-38. In entrambi i casi conviene comunque partire proprio da lì, dall'acqua: d'estate perché scarica lo stress accumulato con il caldo esterno e rilassa la mente in un ambiente piacevole; d'inverno perché una temperatura vicina a quella corporea prepara gradualmente il fisico agli sbalzi termici che arriveranno dopo.

Dopo l'idromassaggio, il passo successivo è il bagno turco, o hammam: 30-50 gradi, umidità al 100%.
È la scelta giusta come apertura perché è meno stressante per il cuore rispetto alla sauna finlandese, dilata i vasi sanguigni, apre i pori della pelle e le vie respiratorie e in pratica prepara il corpo alla sudorazione più profonda che arriverà successivamente con il calore secco della sauna. Sono sufficienti dai 10 ai 20 minuti, seguiti da una doccia rinfrescante (leggermente fresca, non fredda) per abbassare la temperatura corporea, e poi un momento di riposo, altri 10-15 minuti seduti o distesi, per permettere al sistema cardiocircolatorio di riequilibrarsi con calma.

Attenzione: non va confusa con la sauna a infrarossi, di cui parliamo più avanti. Qui si parla di calore secco, tra i 75 e gli 85 gradi, umidità ridotta al minimo, con una permanenza consigliata tra 10 e 20 minuti a seconda del proprio allenamento personale. Sia Exphera Romantic sia Exphera Wellness hanno una sauna finlandese elettrica. In fase di prenotazione è possibile aggiungere opzionalmente una seconda sauna finlandese, riscaldata con stufa a legna e fuoco a vista, che ha al suo esterno una tinozza, chiamata Ofuro, con acqua raffreddata a 10 / 20 gradi in base al proprio allenamento, che serve come vasca di reazione dopo la sauna, come spiegato più sotto.
Dentro la cabina trovi sempre un mestolo e un secchiello d'acqua: sono lì per il Löyly, il "respiro vitale" della sauna finlandese, il gesto di versare lentamente l'acqua sulle pietre roventi. A differenza della tradizione centroeuropea dell'Aufguss, dove è un maestro di sauna a gestire ogni passaggio per tutti, qui la decisione è tua: sei tu ad ascoltare il tuo corpo e a scegliere quando e quanto.
Nella prima parte della sessione conviene lasciare la sauna secca, senza versare acqua, dando al corpo il tempo di adattarsi al calore finché non si inizia a sudare in modo diffuso. Da lì in poi, chi è alle prime armi può limitarsi a un solo Löyly negli ultimi cinque minuti; chi è più allenato può ripeterlo due o più volte. Il gesto va eseguito con calma, uno o due mestoli alla volta, versati lentamente per evitare di scottarsi con il vapore che si sprigiona all'istante. Se vuoi aggiungere oli essenziali, mescolali sempre nell'acqua e non versarli mai puri sulle pietre: rischi che prendano fuoco. Puoi ripetere un altro mestolo ogni paio di minuti, aumentando gradualmente la sensazione di calore ma negli ultimi due minuti è meglio fermarsi, lasciare che il corpo si stabilizzi e prepararsi così all'uscita.
È qui che il Löyly smette di essere semplice folklore e diventa quello che a tutti gli effetti è: un breve, controllato stress fisiologico con effetti misurabili su più sistemi del corpo, uno dopo l'altro.
Nel momento in cui l'acqua colpisce le pietre roventi, l'umidità relativa della cabina sale di colpo oltre il 50%. Questo impedisce al sudore di evaporare dalla pelle, e con l'evaporazione bloccata anche il meccanismo di raffreddamento naturale del corpo si interrompe: la temperatura cutanea sale rapidamente di diversi gradi, trascinando con sé anche quella corporea interna. Il risultato è una condizione che simula, per pochi minuti, l'effetto di una febbre indotta, sufficiente ad attivare una risposta del sistema immunitario.
Il sistema cardiovascolare risponde immediatamente: i vasi sanguigni superficiali si dilatano in modo marcato per deviare il flusso sanguigno verso la pelle e favorire la dispersione del calore. Per compensare questa vasodilatazione, la frequenza cardiaca sale fino a 100-150 battiti al minuto, un valore paragonabile a quello di un allenamento cardiovascolare di intensità moderata, pur restando fermi.
Sul fronte della pelle e dell'apparato respiratorio, le ghiandole sudoripare lavorano comunque al massimo regime, favorendo un ampio drenaggio di liquidi e tossine attraverso la sudorazione, sebbene inefficace per la riduzione della temperatura; i pori si dilatano completamente, permettendo la rimozione delle cellule morte superficiali e migliorando nel tempo elasticità e irrorazione dei tessuti. L'aria calda e satura d'umidità che si respira agisce come un aerosol naturale: riduce la congestione delle vie aeree, fluidifica il muco e distende la muscolatura bronchiale.
C'è poi una risposta più propriamente neurochimica: lo stress termico controllato a cui il corpo è sottoposto — un fenomeno che la fisiologia chiama ormesi — induce la produzione di endorfine, che agiscono bloccando i recettori del dolore e generando quella sensazione di benessere diffuso che si prova uscendo dalla cabina. Allo stesso tempo, il picco di calore stimola la sintesi di proteine da shock termico, il cui compito è riparare i danni proteici a livello cellulare, contribuendo a proteggere la massa muscolare e a contrastare lo stress ossidativo nel tempo.
Il Löyly, insomma, trasforma quello che potrebbe sembrare un semplice bagno di calore passivo in un vero e proprio allenamento vascolare e cellulare per l'organismo.

Subito dopo la sauna serve un contrasto netto: un'immersione totale, testa compresa, in acqua fredda, tra i 10 e i 15 gradi (fino a 20 per chi è alle prime esperienze), per uno o due minuti. Non è un dettaglio opzionale, è la fase che completa il ciclo e ne amplifica gli effetti, con una sua fisiologia altrettanto precisa. Senza un ciclo di contrasto freddo a volte arrivano poi emicranie per l'eccessiva vasodilatazione non fermata in tempo.
L'impatto con l'acqua fredda provoca una vasocostrizione immediata dei vasi sanguigni superficiali: il corpo, per proteggere la temperatura interna, dirotta rapidamente il sangue verso gli organi vitali. È proprio questa alternanza tra la vasodilatazione del caldo e la vasocostrizione del freddo a comportarsi come una vera pompa circolatoria, un allenamento passivo per i vasi sanguigni che, ripetuto nel tempo, ne migliora l'elasticità e la microcircolazione periferica.
Sul piano cardiaco e respiratorio, il primo contatto con l'acqua fredda innesca il cosiddetto riflesso da shock da freddo: un'accelerazione improvvisa di battito cardiaco e respirazione, seguita — una volta superato il momento iniziale — da un rallentamento profondo e marcato di entrambi.
Dal punto di vista neurologico, il freddo rallenta la velocità di conduzione dei segnali dolorosi lungo le fibre nervose, offrendo un sollievo quasi immediato a muscoli e articolazioni affaticati. La forte vasocostrizione favorisce inoltre il drenaggio del sistema linfatico e accelera la rimozione dell'acido lattico e di altri metaboliti di scarto accumulati nel tessuto muscolare.
C'è poi un effetto sull'umore e sulla lucidità mentale: l'esposizione al freddo stimola il sistema nervoso simpatico, provocando un rilascio di noradrenalina e dopamina, i due neurotrasmettitori legati a energia, attenzione e concentrazione — da qui la sensazione di lucidità quasi immediata che si prova appena usciti dall'acqua.
Sul piano metabolico, per contrastare la dispersione di calore il corpo attiva il tessuto adiposo bruno, un tipo di grasso metabolicamente molto attivo che brucia calorie per produrre calore. Alcune ricerche riportano anche un aumento del numero di globuli bianchi, in particolare linfociti e monociti, dopo l'esposizione ripetuta ad acqua fredda, un segnale associato a una maggiore reattività del sistema immunitario.
Infine, un effetto che vale la pena conoscere: nella fase immediatamente successiva alla sauna, complice la riduzione delle resistenze vascolari periferiche, è del tutto normale attraversare un breve momento di ipotensione, cioè un calo transitorio della pressione arteriosa. È proprio questa fase, spesso descritta anche dagli ospiti come il punto più bello di tutto il percorso, a segnare l'ingresso nel rilassamento profondo che chiude il ciclo.
Dopo tanti test fatti in prima persona, negli anni abbiamo affinato una nostra piccola tecnica per vivere al meglio i minuti che seguono il bagno freddo, ed è un passaggio che vale la pena raccontare nel dettaglio.
Appena usciti dall'acqua, ci si avvolge bene nell'accappatoio, con una salvietta anche sulle gambe, e ci si siede sulle nostre chaise longue reclinabili. Per i primi trenta secondi si resta con lo schienale verticale e la testa inclinata in avanti. Poi, velocemente, si porta la testa all'indietro fino al punto massimo, quasi come se si volesse guardare il cielo sopra di sé. Nel giro di pochi secondi il sangue defluisce rapidamente dalla testa verso il resto del corpo, e si attiva una sensazione immediata e profonda di relax, simile a un lieve senso di svenimento, ed è molto piacevole: è normale, fa parte dell'esperienza, e non c'è nulla di cui preoccuparsi.
È proprio in quel momento che si reclina la chaise longue, portando tutto il corpo in posizione orizzontale con le gambe leggermente sollevate rispetto al livello del cuore. Da lì si entra, quasi senza accorgersene, in una fase di relax fisico e mentale totale.
Si resta in questa posizione per tutto il tempo che si desidera — in media tra i 20 e i 30 minuti — lasciandosi andare, ascoltando i propri battiti cardiaci che, minuto dopo minuto, rallentano naturalmente. In inverno, quando si torna a percepire freddo, ci si può concedere qualche minuto di rientro in sauna per riscaldarsi prima di chiudere il ciclo.
Tra permanenza in cabina, doccia e riposo, ogni fase (bagno turco o sauna) richiede in media 30-45 minuti. Messo tutto insieme, un ciclo completo occupa circa 1-2 ore. La sequenza ideale, dall'inizio alla fine, è questa:
Un solo ciclo è già sufficiente per beneficiare di tutti gli effetti descritti sopra, ma se hai tempo puoi ripeterne anche solo una parte prima di cena.
Il momento migliore, in assoluto, è il pomeriggio: almeno un paio d'ore dopo l'ultimo pasto abbondante, così da scaricare lo stress della giornata e favorire anche una notte di sonno più profondo. L'ideale è chiudere il ciclo circa un'ora prima di cena.
Al mattino il discorso cambia: meglio limitarsi al solo idromassaggio, per un risveglio dolce e graduale, oppure concedersi la sauna come scarica energizzante dopo una colazione leggera, a patto però di fare immersioni o docce ben fredde per tonificare il corpo e scacciare il torpore lasciato dal calore.
Dopo cena, invece, è meglio evitare: le alte temperature richiamano il sangue verso la pelle sottraendolo allo stomaco, e questo può portare a indigestioni, vertigini o cali di pressione proprio mentre il corpo dovrebbe digerire. C'è un'eccezione, ma va presa con le pinze: una cena molto leggera, poche proteine e grassi, consumata almeno due ore prima. In generale, comunque, le alte temperature nella tarda serata ritardano il rilascio della melatonina, l'ormone che regola il sonno: per addormentarsi bene la temperatura corporea deve scendere, non salire, quindi il pomeriggio resta sempre la scelta più sensata.
Se durante bagno turco o sauna avverti un battito cardiaco insolitamente accelerato, vertigini o nausea, esci subito e siediti o sdraiati in un ambiente fresco; se la sensazione non passa nel giro di pochi minuti, è il caso di allertare un medico.
Sauna e bagno turco non sono indicati per chi ha problemi cardiovascolari, angina pectoris, ha avuto un infarto negli ultimi sei mesi o soffre di stenosi aortica, così come in gravidanza, sotto effetto di alcol o sostanze stupefacenti, in presenza di febbre, dolori articolari acuti, impianti in silicone, diabete, epilessia o problemi respiratori importanti.
Se assumi farmaci come antistaminici, anticoagulanti o vasodilatatori, il consiglio è sempre lo stesso: parlane prima con il tuo medico curante.
Evita di iniziare il percorso nelle due ore successive a un pasto pesante o se sei disidratato.
Messi insieme, calore secco, Löyly e contrasto freddo agiscono come un allenamento passivo e completo per l'organismo:
È l'insieme di questi meccanismi, non un singolo passaggio, a rendere il ciclo sauna-freddo un rituale tanto completo quanto quello che il corpo ricorda per ore dopo averlo vissuto.

È un mondo diverso, che vale la pena conoscere. Al posto della stufa e delle pietre roventi, alcuni pannelli radianti emettono onde che scaldano direttamente la superficie del corpo, penetrando per pochi centimetri, mentre l'aria della cabina resta molto più mite, in genere tra i 40 e i 50 gradi.
È un'ottima soluzione per alleviare dolori muscolari e articolari, per rilassare la mente in un ambiente decisamente più confortevole della sauna finlandese, e sembra avere anche effetti positivi sulla pelle, migliorandone l'elasticità e stimolando la produzione di collagene.
Non alzando in modo significativo la temperatura corporea interna, non richiede la doccia fredda successiva: è quindi una sessione più semplice da affrontare, adatta a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo o a chi fatica con le temperature estreme, ma con benefici più contenuti rispetto al ciclo completo di sauna finlandese, Löyly e contrasto freddo.
In Exphera ogni percorso benessere si vive in totale intimità, solo tu e chi ami, senza orari imposti né spazi comuni condivisi.
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